Un nuovo percorso per lo svolgimento del praticantato per i consulenti del lavoro. Anche di questo argomento si è discusso oggi all'Assemblea dei Consigli Provinciali che si è tenuta in Roma presso l'Auditorium Parco della Musica.
Al centro del confronto è stata posta una bozza di testo di riforma del decreto, licenziata dall'apposita Commissione costituita in seno al Consiglio Nazionale.
E' emersa la volontà da parte del Consiglio Nazionale di mettere mano ad un provvedimento che risale al 1997 e quindi oramai superato se si pensa all'evoluzione, soprattutto qualitativa, registrata dalla categoria da allora. In particolare, occorre ricordare che dal 2007 per l'accesso alla professione è necessaria la laurea. |
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La proposta affronta numerosi aspetti ed in particolare quello del rapporto con l'Università. E' infatti prevista la possibilità di svolgere una parte del periodo di praticantato durante il percorso di studi, ovvero ridurlo fino a sei mesi in caso di corsi organizzati dall'ordinamento professionale in ambito universitario; ciò consentirà da un lato ai giovani di accorciare i tempi di accesso alla professione e dall'altro di integrare la formazione accademica con quella applicata nella realtà economica e trasmettere anche principi quali quelli etici e deontologici tipici del libero professionista. Rendere attuale il praticantato ai tempi, tenendo conto della crescita numerica e qualitativa dei consulenti del lavoro di questi anni e della disomogeneità attualmente presente sul territorio è l’obiettivo condiviso da tutta l’Assemblea per creare i nuovi dirigenti del prossimo futuro.
E' intervenuto sull'argomento il Presidente dell' Ordine Provinciale di Viterbo Bruno Barghini.
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