Bando per gli esami di Consulente del Lavoro 2020 in Gazzetta Ufficiale

Con il Decreto direttoriale n. 1 del 30 gennaio 2020, disponibile sulla Gazzetta Ufficiale – 4a Serie Speciale Concorsi ed Esami n. 9 del 31 gennaio 2020, il Direttore Generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Romolo De Camillis, segnala la “indizione della sessione annuale degli esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Consulente del lavoro – anno 2020”, con il quale vengono definiti requisiti di partecipazione e modalità di svolgimento delle prove d’esame, nonché il modello per la domanda di ammissione.

Data e luogo delle prove d’esame per l’abilitazione alla professione di Consulente del Lavoro (Art. 3)

Le prove scritte avranno inizio alle ore 8,30 antimeridiane presso le sedi indicate sotto (vedi paragrafo successivo), nelle seguenti giornate:

  • 3 settembre 2020: prova scritta in diritto del lavoro e legislazione sociale;
  • 4 settembre 2020: prova teorico-pratica di diritto tributario;

Le sedi di svolgimento degli esami saranno pubblicate sul sito internet istituzionale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali all’indirizzo: www.lavoro.gov.it – sezione «Avvisi e bandi» fino alla data di inizio degli stessi.
I candidati dovranno presentarsi muniti di documento di riconoscimento valido, per accedere alle sedi stesse.

Sedi d’esame (Art. 1)

Gli esami per l’accesso alla professione di Consulente del Lavoro dell’anno 2019 si terranno presso:

  • gli Ispettorati interregionali del lavoro di Milano, Venezia, Roma e Napoli;
  • gli Ispettorati territoriali di Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Cagliari, Campobasso, Firenze, Genova, L’Aquila, Perugia, Potenza, Reggio Calabria, Torino e Trieste;
  • la Regione Sicilia – Dipartimento regionale del lavoro, dell’impiego, dell’orientamento, dei servizi e delle attività formative
  • la Provincia autonoma di Bolzano – ufficio tutela sociale del lavoro;
  • la Provincia autonoma di Trento – servizio lavoro;

Gli uffici interregionali e territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro provvederanno, con appositi decreti, alla costituzione delle commissioni esaminatrici e assicureranno, altresì, le procedure necessarie a garantire lo svolgimento degli esami.

Contenuti e modalità di svolgimento delle prove d’esame (Art. 2)

L’esame per l’abilitazione all’esercizio della professione di consulente del lavoro ha carattere teorico-pratico e si compone di due prove scritte e di una prova orale.
Le due prove scritte consistono nello svolgimento di un tema sulle materie del diritto del lavoro e della legislazione sociale e in una prova teorico-pratica su temi del diritto tributario, scelti dalla commissione esaminatrice.
La prova orale verte sulle seguenti materie e gruppi di materie:

  1. diritto del lavoro;
  2. legislazione sociale;
  3. diritto tributario;
  4. elementi di diritto privato, pubblico e penale;
  5. nozioni generali sulla ragioneria, con particolare riguardo alla rilevazione del costo del lavoro ed alla formazione del bilancio;

Per lo svolgimento di ciascuna delle due prove scritte sono assegnate al candidato sette ore dal momento della dettatura. I candidati possono consultare i testi di legge non commentati e autorizzati dalla commissione esaminatrice e i dizionari.

Domanda di ammissione e requisiti di partecipazione (Art. 4)

La domanda di ammissione all’esame di Stato dovrà essere presentata esclusivamente in modalità telematica. Dal 3 Febbraio 2020 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali renderà disponibile sul sito internet istituzionale la procedura per presentare la domanda telematica secondo il FAC-SIMILE (in formato pdf) allegato al Decreto e reso disponibile anche qui.
L’accesso alla procedura avverrà esclusivamente tramite le credenziali SPID, che garantiranno anche la firma del candidato sulla domanda.
La domanda dovrà essere integralmente compilata e inviata, a pena di inammissibilità, entro il 16 luglio 2020, inserendo nell’apposito campo il seriale contenuto nella marca da bollo del valore di euro 16,00 (sedici/00).
In caso di errata o inesatta compilazione della domanda, è consentito al candidato di procedere alla rettifica della stessa entro il termine di 30 giorni dalla data di invio. Entro il medesimo termine il candidato può effettuare l’annullamento della domanda inviata.
I candidati possono sostenere l’esame di Stato esclusivamente nella regione o nella provincia autonoma di residenza anagrafica, a pena di esclusione ovvero di nullità della prova.

Nella domanda di ammissione il candidato, sotto la propria responsabilità, dovrà dichiarare:

  • cognome e nome, luogo e data di nascita;
  • residenza anagrafica;
  • recapito presso il quale desidera ricevere le comunicazioni relative al concorso, con l’esatta indicazione del codice di avviamento postale, nonché il recapito telefonico e l’eventuale indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). A tal fine il candidato è tenuto a comunicare tempestivamente ogni variazione della residenza, del recapito telefonico o dell’indirizzo.
  • di essere cittadino italiano o comunitario ovvero familiare di cittadini italiani o comunitari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, ovvero cittadini stranieri, ivi compresi quelli beneficiari di protezione internazionale ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera a -bis), del decreto legislativo n. 251 del 2007, in possesso di permesso di soggiorno dell’Unione europea per soggiornanti di lungo periodo.
  • Di essere in possesso di uno dei seguenti titoli di studio individuati alla lettera d) dell’art. 3, comma 2, della legge n. 12 del 1979, così come esplicitati nel parere n. 1540 del 23 ottobre 2012 rilasciato a tal fine dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca – Consiglio universitario nazionale (CUN):
    • diploma di laurea quadriennale in giurisprudenza, in scienze economiche e commerciali o in scienze politiche ovvero diploma universitario o laurea triennale in consulenza del lavoro;
    • laurea triennale o laurea magistrale (LM) tra quelle appartenenti alle seguenti classi di cui al parere del CUN n. 1540 del 23 ottobre 2012:
      • classe L-14: Scienze dei servizi giuridici;
      • classe L-16: Scienze dell’amministrazione e dell’organizzazione;
      • classe L-18: Scienze dell’economia e della gestione aziendale;
      • classe L-33: Scienze economiche;
      • classe L-36: Scienze politiche e delle relazioni internazionali.
    • Laurea magistrale appartenente a:
      • classe LM-56: Scienze dell’economia;
      • classe LM-62: Scienze della politica;
      • classe LM-63: Scienze delle pubbliche amministrazioni;
      • classe LM-77: Scienze economico-aziendali;
    • Laurea magistrale a ciclo unico appartenente a:
      • classe LMG-01 delle lauree magistrali in giurisprudenza;

I titoli di studio equiparati a quelli di cui alla lettera B) ai sensi dei decreti del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, del 9 luglio 2009; i titoli di studio equiparati ai sensi del decreto interministeriale 11 novembre 2011, nonché i titoli del vecchio ordinamento equipollenti a quelli di cui alla lettera A).
Oltre alle ipotesi sopra menzionate, sono ammessi coloro che abbiano già ottenuto il riconoscimento di idoneità del proprio titolo di studio da parte Consiglio universitario nazionale cui abbiano fatto specifica richiesta o che, avendo ottenuto il certificato di compiuta pratica o essendo iscritti al registro dei praticanti dei consulenti del lavoro entro il 22 gennaio 2013, data di pubblicazione del primo bando di recepimento del menzionato parere del CUN n. 1540 del 23 ottobre 2012, otterranno il relativo parere ove necessario, nonché coloro che abbiano conseguito i titoli di studio di laurea quadriennale in sociologia e di laurea, classe 14, in scienze e tecniche della comunicazione e che abbiano ottenuto il certificato di compiuta pratica o risultino iscritti al registro dei praticanti dei consulenti del lavoro entro la predetta data del 22 gennaio 2013.
I candidati che siano in possesso di un titolo di studio conseguito in uno Stato diverso dall’Italia dovranno produrre attestato di idoneità ottenuto in Italia da parte degli organi competenti, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 189 del 2009 per l’accesso al tirocinio.

  • Di essere in possesso o di aver richiesto al competente consiglio provinciale dei consulenti del lavoro il certificato di compimento del praticantato.

I requisiti prescritti, devono essere posseduti alla data di scadenza del termine stabilito per la presentazione della domanda di ammissione agli esami.

Alla domanda devono essere allegati, a pena di non ammissione all’esame:

  • ricevuta attestante il pagamento della tassa di euro 49,58 dovuta ai sensi dell’art. 4 della legge 8 dicembre 1956, n. 1378, nonché del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 21 dicembre 1990, da versarsi con le modalità di cui al decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 237 (codice tributo 729 T);
  • il candidato dovrà altresì dichiarare di essere a conoscenza della responsabilità penale in caso di dichiarazioni mendaci o contenenti dati non più rispondenti a verità, ai sensi dell’art. 76 del Decreto del Presidente della Repubblica 28 Dicembre 2000, n. 445 e dell’art. 489 del Codice Penale.

I candidati sono ammessi agli esami con riserva di accertamento dei requisiti dichiarati da parte degli uffici competenti alla ricezione delle domande, ai sensi degli articoli 71 e 75 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Ausili ed altre esigenze per le prove d’esame (Art. 5)

I candidati con disabilità possono sostenere le prove con gli ausili e i tempi aggiuntivi necessari in relazione alla specifica disabilità, ai sensi dell’art. 20 della legge 5 febbraio 1992, n. 104. Tale condizione deve essere rappresentata nella domanda di ammissione, con l’indicazione del tipo di supporto richiesto.
Alla candidata che necessiti di un periodo per allattamento potranno essere assegnati tempi aggiuntivi per lo svolgimento delle prove, di durata pari al periodo stesso. Tale esigenza dovrà essere tempestivamente rappresentata alla commissione esaminatrice.

Valutazione dei candidati (Art. 6)

Ai fini della valutazione del candidato ciascun componente della commissione esaminatrice può attribuire fino a dieci punti per ogni prova scritta e per ogni materia o gruppo di materie della prova orale.
Il punteggio per ciascuna prova scritta e per ciascuna materia o gruppo di materie della prova orale si ottiene dividendo la somma dei punti assegnati al candidato per il numero dei componenti l’intera commissione esaminatrice.
Sono ammessi alla prova orale i candidati che abbiano conseguito almeno sei decimi in ciascuna prova scritta.
Sono dichiarati abilitati coloro che hanno conseguito almeno sei decimi in ciascuna materia o gruppo di materie della prova orale.