Vertenze legali: i Consulenti del Lavoro sempre dalla parte della legge

Con un Comunicato Stampa recentemente diffuso dalla Fondazione Studi il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro respinge con forza le accuse infondate della Cgil Lombardia, diffuse a mezzo stampa, riservandosi l’avvio di azioni legali per tutelare l’immagine della Categoria.

Il Comunicato Stampa del CNO contro le accuse infondate di CGIL Lombardia

Si riporta di seguito il testo integrale del Comunicato Stampa del Consiglio Nazionale dell’Ordine, diramato a seguito delle accuse infondate mosse da Sergio Fassina, responsabile dell’Ufficio Vertenze di CGIL Lombardia, contro le quali anche ANCL aveva preso posizione nei giorni scorsi:

I Consulenti del lavoro operano per la regolarità dei rapporti di lavoro nel rispetto delle leggi italiane, della deontologia e dell’etica professionale. Respingiamo con forza le accuse, totalmente infondate, della Cgil Lombardia a proposito di alcune vertenze legali gestite al suo interno. Se il Sindacato è a conoscenza di precisi casi di corruzione ha il dovere di denunciarlo presso le Autorità competenti e non infangare la reputazione di tutta una Categoria”.

Così il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, indignato ed esterefatto, replica alle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa da Sergio Fassina, appartenente al Coordinamento ufficio vertenze della CGIL Lombardia. Nel servizio del TGR Lombardia, trasmesso nell’edizione delle ore 14.00 del 7 ottobre 2019, dal titolo ‘Vertenze legali, la Cgil: recuperati 53 mln per i lavoratori‘, si sostiene che la somma relativa ai crediti dei lavoratori, se non fosse stata rivendicata con l’operato del sindacato, sarebbe rimasta – a detta del sindacalista – “nelle tasche delle aziende e dei Consulenti del Lavoro”.

Nel servizio si prende spunto da una vertenza per mobbing, presentata alla CGIL Lombardia da una lavoratrice madre, per analizzare i dati emersi dal rapporto dello stesso sindacato sulle vertenze emesse dal 2013 ad oggi, che includono violazioni contrattuali, licenziamenti, lavoro subordinato, provvedimenti disciplinari, fallimenti, trattamento di fine rapporto e recupero crediti, per un ammontare di 53 milioni di euro per il solo anno 2018.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine, continua evidenziando che:

“Si delinea un’immagine dei Consulenti del Lavoro del tutto estranea dalla realtà. Quotidianamente raccogliamo e inoltriamo agli organi competenti le segnalazioni di irregolarità riscontrate dai nostri iscritti nello svolgimento delle attività professionali sul territorio. Da anni, inoltre, ci impegniamo per contrastare ogni forma di sfruttamento del lavoro e promuovere la dignità e l’etica del lavoro”.

Il CNO conclude poi il Comunicato Stampa, affermando che

“Se la CGIL Lombardia è in possesso di casi concreti ipotizzati, ha il dovere di rivolgersi alla Procura della Repubblica senza infangare decine di migliaia di professionisti che svolgono con serietà ed etica il proprio lavoro. A tutela della credibilità e onorabilità dei Consulenti del Lavoro, ci riserviamo di avviare tutte le azioni legali necessarie, comprese quelle mirate al risarcimento del danno di immagine procurato”.

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