Mancata risposta dell’Agenzia delle Entrate sugli errori per gli avvisi sul Modello 770/2017

Con una recente comunicazione ( Prot. n. 999/Pres. ) dello scorso 9 Luglio il Presidente Nazionale ANCL, Dario Montanaro segnala la mancata risposta dell’Agenzia delle Entrate in merito alla denuncia, avanzata da ANCL pochi giorni fa, relativa agli Avvisi di Irregolarità erroneamente emanati in merito al Modello 770/2017.

La comunicazione è indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Professor Giuseppe Conte e, per conoscenza, al Direttore Generale Agenzia delle Entrate, Dottor Antonio Maggiore, al Presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Consulenti del Lavoro, Dottoressa Marina Calderone, ai Ministri del Governo ltaliano, ai Senatori e Deputati del Parlamento ltaliano.

La segnalazione di ANCL in merito alla mancata risposta dell’Agenzia delle Entrate

Dario Montanaro, Presidente dell’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro, inizia la sua comunicazione lamentando la preoccupazione crescente per il destino dei consulenti del lavoro: questa categoria professionale, infatti, rischia di cadere in balia della sovente disorganizzazione di alcuni enti pubblici, con conseguente mortificazione dei diritti e del lavoro svolto per conto delle tante imprese che contribuiscono alla crescita e al progresso del Paese.

Come precedentemente denunciato nella comunicazione dello scorso 26 Giugno 2019 (Prot. n. 938/Pres.) sussistono numerose problematiche connesse alla gestione di molteplici avvisi di irregolarità, generati da un disallineamento tra le istruzioni fornite per compilare determinati moduli (si tratta del modello 770/2017) e la rimozione di un blocco relativo al sistema informativo dell’Agenzia delle Entrate.

In seguito a questa discutibile modalità di gestione, molti consulenti iscritti all’ANCL hanno dovuto contattare le agenzie territoriali per far presente che gli avvisi di irregolarità non erano frutto di inadempienze o di errori commessi nella fase di compilazione; piuttosto le stesse scaturivano da un disagio organizzativo generato dalla Pubblica Amministrazione; una disfunzione di sistema di gestione dei dati che la medesima avrebbe potuto (e dovuto) gestire al proprio interno, senza riversare sugli studi professionali, le problematiche connesse al disallineamento di informazioni fornite dagli uffici preposti.

Peraltro, anche sul piano operativo, le sedi territoriali dell’Agenzia delle Entrate non hanno adottato una metodologia uniforme, tale da consentire un ordinato dialogo tra professionisti e Pubblica Amministrazione. Come già segnalato, infatti, ai fini della correzione di questi errori, alcune sedi hanno accettato i chiarimenti mediante il canale CIVIS (cosiddetto Cassetto Fiscale), altre hanno richiesto una PEC, altre la richiesta di un’istanza da protocollare con trattazione successiva, altre ancora la necessità di recarsi fisicamente in sede muniti di delega del sostituto.

Alla lettera dello scorso 26 Giugno 2019 non è mai stata data risposta né è stato messo in atto alcun intervento risolutivo. Ciò costringe ANCL a notare che da parte degli Enti e delle Agenzie ministeriali sussiste un costante atteggiamento volto ad ignorare le problematiche segnalate dalI’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro.
Le persistenti e reiterate mancanze degli Enti (ivi compresa l’Agenzia delle Entrate) stanno causando non pochi problemi agli studi professionali dei consulenti iscritti al sindacato unitario di categoria, e non.

Tenuto conto di ciò, il Presidente Nazionale Dario Montanaro denuncia e segnala fermamente che è necessario intervenire sulla questione, in quanto sono a rischio il buon andamento della Pubblica Amministrazione e i diritti sul lavoro tanto degli associati ANCL che dei rispettivi collaboratori.

Il sindacato unitario dei consulenti del lavoro si preoccuperà di coinvolgere anche la magistratura contabile riguardo a quanto sta accadendo nonché di sensibilizzare tutta la rappresentanza politica ai fini della trattazione di problematiche che spesso vengono sottaciute, anche quando si aprono i grandi scenari delle riforme.

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